Il nuovo pacchetto di sanzioni
Il 14 luglio 2026, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni volto a colpire la rete internazionale di trasporto marittimo e di elusione delle sanzioni riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani, magnate del petrolio iraniano.
La nuova azione coinvolge oltre 50 tra individui, entità e navi che, secondo le autorità statunitensi, contribuirebbero alle attività della rete di Shamkhani e consentirebbero al regime iraniano di continuare a generare profitti attraverso il commercio internazionale.
L’intervento si inserisce nel quadro delle precedenti azioni adottate dall’OFAC nell’aprile 2026 e nel luglio 2025 e mira a contrastare una rete che, secondo il Dipartimento del Tesoro, svolge un ruolo rilevante nelle esportazioni petrolifere iraniane e ha progressivamente esteso le proprie attività al trasporto marittimo internazionale di container e al commercio di commodities.
Collaboratori in ambito finanziario e logistico
L’azione dell’OFAC ha interessato diversi soggetti che, secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, avrebbero svolto ruoli chiave nel funzionamento finanziario, strategico e logistico della rete riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani.
Sul fronte finanziario, OFAC individua in Hossein Ghorbani Zahed e Mohammad Reza Rahbar Madani, entrambi cittadini iraniani in possesso anche di passaporto della Dominica, due dei principali finanziatori della rete. I due avrebbero fornito servizi di cambio, tra cui l’accesso a valuta estera, e messo a disposizione società di comodo costituite al di fuori dell’Iran. Secondo OFAC, tali attività sarebbero essenziali per consentire alla rete di commerciare beni sottoposti a sanzioni e recuperare i relativi proventi. Zahed risulta inoltre essere il titolare effettivo di Golden Nest Group Ltd, con sedi nelle Isole Vergini Britanniche e a Dubai, nonché amministratore della società BSG Management Ltd, con sede a Dubai.
Un ruolo centrale nella gestione delle attività marittime sarebbe stato invece svolto da Ali Rakhbarmadani, cittadino iraniano e russo e indicato come uno dei più stretti collaboratori commerciali di Shamkhani. Rakhbarmadani risulterebbe collegato a diverse società appartenenti alla rete, tra cui Koban Shipping L.L.C., Crios Shipping L.L.C. e Marvise SMC DMCC, già sottoposte a sanzioni. È inoltre proprietario della società Al Kina Commercial Broker LLC, con sede a Dubai, e in precedenza avrebbe ricoperto il ruolo di Deputy Chief Executive Officer di Oriel Group.
Secondo il Dipartimento del Tesoro, Rakhbarmadani avrebbe operato, di fatto, come responsabile delle attività di shipping della rete, gestendo una parte significativa delle comunicazioni con clienti e partner. OFAC riferisce inoltre che avrebbe incoraggiato la componente russa della rete commerciale a individuare modalità per evitare il price cap sul petrolio russo, con l’obiettivo di massimizzare i profitti.
Tra le figure di rilievo individuate dall’OFAC figurano anche il cittadino danese Martin Austin Kaalund e l‘italiana Alessandra Ronco, che per diversi anni hanno ricoperto ruoli dirigenziali presso House of Shipping Investment FZCO, società già sanzionata e indicata da OFAC come una delle strutture di supervisione delle attività marittime della rete. Kaalund e Ronco hanno ricoperto, rispettivamente, i ruoli di Global Chief Financial Officer e Global Chief Executive Officer, svolgendo, secondo OFAC, funzioni rilevanti sia nella gestione quotidiana sia nella definizione delle strategie della società. Entrambi risultano inoltre cofondatori e manager della società Evorit Strategy Consulting LLC-FZ, con sede a Dubai.
Anche Asghar Aghili Dehkordi, cittadino iraniano, avrebbe svolto funzioni strategiche per diverse società appartenenti alla rete Shamkhani, tra cui Milavous Group Ltd, già sottoposta a sanzioni.
Sul piano più strettamente operativo e logistico, OFAC ha individuato ulteriori soggetti coinvolti nella gestione della flotta. Tra questi figurano Jijin George e Behzad Moghadas, che avrebbero contribuito a facilitare l’operatività delle navi della rete; Gautam Vishavdeep, indicato come manager incaricato di facilitare le spedizioni di petrolio iraniano e di coordinarsi con i partner della rete; e Maksim Tsernosjov, cittadino britannico che avrebbe ricoperto il ruolo di senior vessel inspector.
A livello societario, Dezera Shipping FZCO, con sede negli Emirati Arabi Uniti, avrebbe fornito servizi di gestione per le navi OPAL (IMO 9467158) e JADE (IMO 9418999), operando anche come società di fatturazione, mentre Glavos Shipping FZCO, anch’essa con sede negli Emirati Arabi Uniti, avrebbe prestato servizi alla flotta riconducibile a Shamkhani.
Le designazioni evidenziano quindi la natura articolata della rete individuata dall’OFAC, che non si limiterebbe ai soggetti direttamente coinvolti nel commercio di petrolio iraniano, ma comprenderebbe una più ampia infrastruttura composta da finanziatori, dirigenti, società di consulenza e gestione, operatori dello shipping e fornitori di servizi alle navi.
L’espansione del trasporto marittimo
Particolare attenzione è stata dedicata dall’OFAC all’espansione della rete nel settore del trasporto marittimo containerizzato.
Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, Sea Lead Shipping PTE. Ltd., con sede a Singapore, e le sue controllate Sea Lead Shipping DMCC, con sede a Dubai, Sea Lead Shipping Marshall Islands Ltd, con sede nelle Isole Marshall, e Sea Lead Shipping Agency India Private Limited sarebbero società chiave nelle attività di trasporto containerizzato della rete Shamkhani, attraverso la gestione e l’operatività di una flotta di navi attive nel trasporto internazionale di merci.
Secondo OFAC, Sea Lead, le sue controllate e Volta Shipping Services LLC, con sede a Dubai, consentirebbero alla rete di trasportare beni leciti e illeciti da e verso l’Iran.
L’azione statunitense ha inoltre interessato We Freight Shipping LLC, società con sede a Dubai appartenente al gruppo We Freight, presente anche in India e Thailandia. Secondo OFAC, le società del gruppo fornirebbero servizi di intermediazione nel trasporto a supporto delle attività containerizzate della rete, consentendo di combinare flussi commerciali leciti e illeciti, i cui proventi finirebbero per beneficiare Shamkhani.
OFAC ha inoltre designato ulteriori società proprietarie e operatrici di navi appartenenti alla flotta containerizzata o ad altre reti marittime associate a Shamkhani, identificando le rispettive navi come blocked property.
La portata geografica delle attività della rete si estenderebbe anche al Mar Caspio, dove una flotta di navi portacontainer e cargo sarebbe utilizzata principalmente per il trasporto di merci tra Iran e Russia.
L’importanza della due diligence
Il nuovo intervento dell’OFAC conferma la crescente attenzione delle autorità statunitensi verso strutture societarie, finanziarie e commerciali complesse utilizzate per facilitare il commercio internazionale e aggirare le restrizioni economiche.
La presenza, all’interno della rete individuata, di società di navigazione, operatori logistici, intermediari finanziari e commerciali distribuiti in numerose giurisdizioni evidenzia l’importanza, per le imprese attive sui mercati internazionali, di adottare adeguati processi di due diligence.
In particolare, risulta fondamentale non limitare le verifiche alla sola controparte contrattuale diretta, ma approfondire, ove necessario, la struttura proprietaria e di controllo dei soggetti coinvolti, gli intermediari presenti nell’operazione, le società di shipping e le navi utilizzate per il trasporto, nonché la destinazione finale e la natura complessiva dei flussi commerciali.
L’evoluzione delle misure restrittive internazionali rende pertanto sempre più importante l’adozione di procedure strutturate di screening e due diligence, in grado di individuare tempestivamente eventuali elementi di rischio e possibili collegamenti, anche indiretti, con soggetti o network sottoposti a sanzioni.
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In un contesto caratterizzato dalla continua evoluzione dei regimi sanzionatori internazionali, disporre di adeguati processi di screening e due diligence è essenziale per individuare e gestire tempestivamente i rischi connessi a controparti, assetti proprietari, intermediari e operazioni commerciali. ZPC supporta le imprese nella valutazione del rischio sanzionatorio e nell’implementazione di presidi di compliance adeguati alle proprie attività internazionali.
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