Nuove designazioni di persone ed entità
L’aggiornamento delle ordinanze svizzere prevede l’inserimento di 115 nuovi soggetti tra persone fisiche, entità e organizzazioni già designate dall’UE.
Per i soggetti inclusi nelle liste:
- vengono congelati gli asset detenuti in Svizzera;
- è vietata la messa a disposizione diretta o indiretta di fondi e risorse economiche;
- per le persone fisiche si applicano inoltre restrizioni all’ingresso e al transito sul territorio svizzero.
Estensione delle restrizioni commerciali e misure contro la “shadow fleet”
Tra le misure di maggiore rilievo figura l’estensione delle restrizioni export nei confronti di circa 60 società considerate coinvolte nel supporto all’apparato militare russo o nei meccanismi di aggiramento delle restrizioni commerciali.
La Svizzera ha inoltre recepito parte delle misure europee contro la cosiddetta “shadow fleet”, ossia la rete di petroliere utilizzata dalla Russia per aggirare il price cap e le restrizioni occidentali sul commercio petrolifero.
Le nuove disposizioni prevedono:
- la designazione di 46 imbarcazioni;
- restrizioni operative e commerciali connesse a tali navi;
- il divieto di determinate transazioni collegate ai porti russi di Murmansk e Tuapse;
- restrizioni riguardanti un porto indonesiano utilizzato come hub di transito petrolifero.
Rafforzamento delle restrizioni finanziarie e divieto relativo agli strumenti digitali russi
l nuovo aggiornamento amplia inoltre le restrizioni finanziarie già esistenti attraverso:
- il divieto di transazioni con 20 banche russe;
- misure restrittive nei confronti di sette intermediari finanziari stabiliti in Paesi terzi.
Particolarmente innovativa è la misura relativa agli strumenti digitali collegati alla valuta russa.
Dal 26 maggio 2026 sarà vietato effettuare transazioni che coinvolgano:
- RUBx;
- il rublo digitale russo.
Il mancato pieno allineamento della Svizzera alle misure UE
Nonostante la Svizzera abbia recepito una parte significativa del 20° pacchetto di sanzioni dell’Unione europea, le autorità elvetiche hanno nuovamente evitato un pieno allineamento alle misure adottate da Bruxelles. In particolare, sette società stabilite in Paesi terzi, pur essendo state inserite nelle liste sanzionatorie UE per il loro presunto coinvolgimento in attività di supporto alla Russia o di elusione delle restrizioni internazionali, non sono state incluse negli allegati svizzeri.
La decisione conferma un approccio ormai consolidato da parte della Confederazione, che tende a implementare inizialmente soltanto una parte delle misure europee, rinviando l’adozione delle disposizioni più incisive sotto il profilo economico e finanziario. La Svizzera continua, infatti, a mantenere una propria valutazione autonoma delle restrizioni introdotte dall’UE, soprattutto quando queste incidono in maniera significativa sui settori finanziario, commerciale ed energetico.