Il contesto
L’intesa è stata raggiunta dopo un negoziato particolarmente complesso, caratterizzato da riserve e veti da parte di alcuni Stati membri su specifici elementi della proposta originariamente presentata dalla Commissione. Tra questi si segnalano, a titolo esemplificativo, le opposizioni all’inserimento del Patriarca Kirill e di Vagit Alekperov, fondatore di Lukoil, tra i soggetti designati, nonché le riserve espresse dalla Grecia rispetto al divieto di trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo verso Paesi terzi.
Il nuovo pacchetto
Il nuovo pacchetto rappresenta il più ampio aggiornamento degli ultimi quattro anni e comprende 218 nuove designazioni, di cui 48 persone fisiche e 170 entità, oltre a un’estesa serie di misure economiche che colpiscono i settori ritenuti strategici per il finanziamento dell’economia di guerra russa: sistema bancario, energia, commercio internazionale, industria militare e servizi legati alle criptovalute.
Per le imprese europee, e in particolare per quelle coinvolte in attività di import-export, il nuovo intervento richiederà un ulteriore aggiornamento delle procedure di export compliance, dello screening dei partner commerciali e delle verifiche sulle operazioni internazionali.
Rafforzate le sanzioni contro il sistema bancario e finanziario
Uno degli interventi più significativi riguarda il settore finanziario. L’Unione europea dispone il congelamento dei beni e il divieto di mettere fondi a disposizione di 94 banche e principali istituzioni finanziarie russe, oltre a una figura di primo piano del sistema bancario del Paese.
Contestualmente viene esteso il divieto di effettuare transazioni a 33 ulteriori istituti di credito e finanziari, mentre vengono sanzionate anche una banca del Kirghizistan collegata al sistema russo di messaggistica finanziaria SPFS e tre banche di Paesi terzi accusate di facilitare l’elusione delle misure restrittive.
L’obiettivo è limitare ulteriormente la capacità della Russia di accedere ai circuiti finanziari internazionali e di sostenere economicamente il conflitto.
Criptovalute: nuove misure contro l'elusione delle sanzioni
Particolare attenzione è riservata al settore delle criptovalute. Il Consiglio ha esteso infatti il divieto di transazioni a 14 piattaforme di servizi crypto con sede in Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia, oltre ad ampliare le designazioni collegate alla rete transfrontaliera A7.
La novità più rilevante è l’introduzione della possibilità, per la prima volta, di imporre un divieto totale nei confronti di operatori crypto stabiliti in Paesi terzi qualora vengano utilizzati per aggirare le sanzioni europee nei confronti della Russia.
Energia: nuove restrizioni su petrolio, raffinerie e flotta ombra
Il nuovo pacchetto interviene in maniera incisiva anche sul comparto energetico. L’UE ha deciso di sospendere fino al 15 luglio 2027 il meccanismo automatico di revisione del tetto al prezzo del petrolio, mantenendo comunque l’obiettivo di limitare i ricavi derivanti dalle esportazioni russe.
Prosegue inoltre l’azione contro la cosiddetta shadow fleet, la flotta utilizzata per aggirare le restrizioni sul commercio del greggio.
Con il XXI pacchetto vengono aggiunte 41 nuove navi, portando a 673 il numero complessivo delle imbarcazioni sottoposte a misure restrittive.
Sono inoltre sanzionate otto entità e una persona fisica coinvolte nell’organizzazione della flotta ombra, comprese società che operano per conto delle principali compagnie petrolifere russe e, per la prima volta, un’agenzia incaricata del reclutamento degli equipaggi.
Raffinerie russe e di Paesi terzi nel mirino
Tra le misure introdotte figurano anche nuovi obblighi relativi alle navi destinate al trasporto di gas naturale liquefatto (LNG). Le imprese dovranno notificare la vendita di metaniere e potranno essere soggette a ulteriori limitazioni nelle operazioni con cittadini o società russe.
Sono inoltre previsti nuovi obblighi contrattuali finalizzati a impedire che tali unità vengano successivamente rivendute o utilizzate in favore della Russia.
Industria militare e beni dual use
Il Consiglio continua a limitare la capacità produttiva del complesso militare-industriale russo. Sono state introdotte 56 nuove designazioni di persone e imprese coinvolte nella produzione di armamenti, di cui 37 direttamente collegate allo sviluppo e alla produzione di droni a lungo raggio.
Parallelamente vengono aggiunte 51 nuove entità all’elenco dei soggetti destinatari di controlli rafforzati sulle esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso.
Tra queste figurano società con sede non soltanto in Russia, ma anche in Cina (compresa Hong Kong), India, Kazakistan, Kirghizistan, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, ritenute coinvolte nell’aggiramento delle restrizioni europee.
Estese le restrizioni commerciali
Il XXI pacchetto amplia ulteriormente il divieto di esportazione verso la Russia includendo numerosi prodotti utilizzati dall’industria militare, tra cui:
- polveri di nichel;
- polveri di berillio;
- metalli e leghe impiegati nell’industria aeronautica;
- pellicole e nastri utilizzati nei settori aerospaziale e della difesa;
- sistemi di supporto, lancio, intercettazione e componentistica destinati ai droni.
Sul fronte delle importazioni vengono invece introdotte nuove limitazioni su prodotti che generano entrate significative per l’economia russa, tra cui minerali metallici, prodotti metallurgici, vetro, perle artificiali e componentistica automobilistica.
Le stesse misure vengono sostanzialmente estese anche alla Bielorussia, allo scopo di ridurre i canali di elusione delle sanzioni.
Nuove misure in materia di visti e propaganda
Il Consiglio ha inoltre introdotto la base giuridica per un futuro divieto generalizzato di rilascio dei visti ai combattenti ed ex combattenti delle forze armate russe coinvolti nella guerra contro l’Ucraina.
Contestualmente vengono sanzionate otto persone ritenute responsabili della diffusione della propaganda di guerra russa e della disinformazione sul conflitto.
Sanzioni per crimini di guerra
Tra le nuove designazioni figura anche un maggiore generale delle forze armate russe accusato di torture, esecuzioni e profanazione dei corpi di militari ucraini, compresi prigionieri di guerra.
Maggiore tutela giuridica per le imprese europee
Di particolare interesse per gli operatori economici è una misura destinata a rafforzare la tutela giuridica delle imprese dell’Unione europea.
Il nuovo pacchetto consente infatti ai tribunali europei e agli Stati membri di non riconoscere né dare esecuzione a decisioni giudiziarie emesse da tribunali russi nell’ambito di procedimenti promossi contro operatori europei a causa dell’applicazione delle sanzioni UE.
Si tratta di una novità rilevante per le aziende che intrattengono o hanno intrattenuto rapporti commerciali con controparti russe.
Quali impatti per le imprese
L’adozione del XXI pacchetto conferma il continuo rafforzamento del sistema sanzionatorio europeo e rende ancora più importante l’adozione di efficaci procedure di controllo interno.
Le aziende che operano nel commercio internazionale dovranno verificare l’eventuale coinvolgimento di clienti, fornitori, intermediari finanziari e partner commerciali nei nuovi elenchi dei soggetti sanzionati, aggiornare le procedure di screening, valutare attentamente le operazioni che coinvolgono Paesi terzi e verificare la corretta classificazione doganale dei prodotti soggetti a restrizioni.
Per gli operatori economici diventa quindi sempre più strategico disporre di un sistema strutturato di Export Compliance, capace di garantire il rispetto della normativa unionale e di ridurre il rischio di violazioni che potrebbero comportare conseguenze economiche, amministrative e reputazionali.
Il team di ZPC supporta quotidianamente le imprese nella gestione della compliance doganale e sanzionatoria, offrendo assistenza nell’analisi delle restrizioni applicabili, nello screening delle controparti, nella classificazione delle merci e nella verifica della conformità delle operazioni di commercio internazionale.