Pressione su petrolio e circuiti finanziari
Secondo lo U.S. Department of State, le misure sono dirette a colpire una delle principali fonti di entrate del regime iraniano, utilizzata per finanziare attività terroristiche e operazioni destabilizzanti nella regione. Parallelamente, lo U.S. Department of the Treasury ha concentrato la propria azione sulle reti finanziarie che consentono la gestione e la conversione dei proventi derivanti dalla vendita di petrolio.
Reti logistiche e settore marittimo: il ruolo della “shadow fleet”
L’azione statunitense prende di mira una rete complessa e multilivello che consente all’Iran di esportare petrolio aggirando i controlli internazionali. Un ruolo centrale è svolto dal settore marittimo e da operatori logistici internazionali, inclusi armatori, società di gestione navale e petroliere appartenenti alla cosiddetta shadow fleet, utilizzata per occultare l’origine del greggio.
Tra i casi più rilevanti figura THRIVING TIMES INTERNATIONAL CO LTD, società con sede nel Regno Unito, designata ai sensi della Sezione 3(a)(ii) dell’Executive Order 13846 per il suo coinvolgimento in operazioni significative legate al commercio di petrolio iraniano. La società è collegata alla petroliera NEW FUSION (IMO: 9277723), battente bandiera panamense, che ha caricato prodotti petroliferi iraniani nell’aprile 2025 e ha trasportato prodotti petrolchimici di origine iraniana anche nel 2024.
Un ulteriore esempio è rappresentato da ONBOARD SHIP MANAGEMENT LIMITED, società con sede a Hong Kong, designata per aver fornito supporto tecnico e gestionale alla nave cisterna GPL OUREA (IMO: 9350422) durante operazioni di carico presso il terminal iraniano di Asaluyeh nell’ottobre 2025.
Le sanzioni si estendono inoltre a operatori coinvolti nelle fasi di ricezione e gestione del petrolio iraniano, come la società cinese Qingdao Haiye Oil Terminal Co., Ltd., accusata di aver effettuato transazioni significative relative al greggio iraniano. Contestualmente, è stato designato anche il presidente della società, Xinchun Li, a conferma dell’approccio statunitense volto a colpire sia entità giuridiche sia persone fisiche.
Reti finanziarie e shadow banking: il ruolo degli exchange valutari
Accanto alle misure sul piano logistico, il U.S. Department of the Treasury ha preso di mira il sistema finanziario parallelo utilizzato dall’Iran per gestire i proventi derivanti dalla vendita di petrolio.
In particolare, le sanzioni colpiscono tre principali case di cambio iraniane e una rete di società di copertura coinvolte nella movimentazione di miliardi di dollari in valuta estera. Queste strutture rappresentano un elemento chiave del cosiddetto shadow banking iraniano, consentendo al regime di convertire i proventi delle vendite – spesso denominati in yuan – in valute più liquide come dollari ed euro.
Le autorità statunitensi evidenziano come tali reti operino attraverso società di comodo registrate in giurisdizioni offshore, utilizzate per:
- mascherare l’origine iraniana dei fondi;
- facilitare transazioni internazionali per conto di entità sanzionate;
- accedere indirettamente al sistema finanziario globale.
Le designazioni includono anche individui chiave responsabili della gestione operativa di tali strutture, nonché numerose entità collegate.
Impatti operativi e rischi per gli operatori
Dal punto di vista operativo, le misure comportano:
- il congelamento degli asset detenuti negli Stati Uniti;
- il divieto per soggetti statunitensi di intrattenere rapporti con le entità designate;
- un significativo aumento del rischio di sanzioni secondarie per operatori esteri coinvolti, anche indirettamente.
Conclusione
Le nuove sanzioni confermano un approccio sempre più integrato da parte degli Stati Uniti, volto a colpire non solo le reti logistiche del petrolio iraniano, ma anche le infrastrutture finanziarie che ne rendono possibile la monetizzazione.
Per operatori finanziari, commerciali e logistici, ciò si traduce nella necessità di rafforzare in modo sostanziale i presidi di due diligence, con particolare attenzione alle controparti, ai flussi finanziari e alle catene di fornitura potenzialmente esposte a rischi di elusione sanzionatoria.