OFAC sanziona FTI Consulting per 1,05 milioni di dollari

3 Giugno 2026

Introduzione

L'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un accordo transattivo da 1,05 milioni di dollari con FTI Consulting, Inc., società statunitense attiva nei servizi di consulenza e advisory a livello globale, per presunte violazioni delle sanzioni settoriali statunitensi nei confronti della Russia.

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Il caso FTI Consulting e le violazioni contestate da OFAC

Il caso riguarda una serie di incarichi svolti tra il 2019 e il 2021 a favore di VTB Bank, istituto finanziario russo controllato dal Governo della Federazione Russa e inserito, all’epoca delle presunte violazioni, nella Sectoral Sanctions Identification (SSI) List di OFAC.  In virtù della Directive 1 emanata ai sensi dell’Executive Order 13662, ai soggetti statunitensi era vietato concedere o trattare nuovo debito con scadenza superiore a 14 giorni nei confronti di VTB.

 

La Directive 1 vieta inoltre qualsiasi operazione finalizzata ad eludere o aggirare le restrizioni previste dalla direttiva stessa.

 

Le linee guida OFAC relative alla Directive 1 precisano che:

 

  • l’emissione di una fattura da parte di una persona statunitense costituisce un esempio di “nuovo debito” soggetto alle restrizioni della Directive 1;

 

  • è vietato concedere debito con una durata non consentita a una controparte non sanzionata quando un soggetto SSI è il beneficiario economico indiretto del finanziamento;

 

  • tale debito non può essere emesso da una persona statunitense “a beneficio di” un soggetto inserito nella SSI List.

 

Secondo OFAC, FTI aveva strutturato il rapporto contrattuale attraverso uno studio legale internazionale che agiva formalmente come cliente diretto della società di consulenza. Tuttavia, il pagamento delle fatture emesse da FTI dipendeva integralmente dai fondi che lo studio legale avrebbe ricevuto da VTB. In pratica, FTI continuava a fornire servizi e a emettere fatture pur in presenza di ritardi di pagamento ben superiori al limite consentito di 14 giorni, estendendo così indirettamente credito alla banca russa.

L'analisi di OFAC e i fattori rilevanti della sanzione

L’OFAC ha individuato sei apparenti violazioni derivanti dall’emissione indiretta di fatture per un valore complessivo di circa 354.000 dollari, considerate una forma di “nuovo debito” ai sensi della normativa sanzionatoria statunitense. L’autorità ha sottolineato che il divieto non può essere aggirato mediante strutture contrattuali o intermediari e che è vietato fare indirettamente ciò che non sarebbe consentito fare direttamente.

 

Tra i fattori aggravanti, OFAC ha evidenziato il coinvolgimento del management aziendale, la presenza di molteplici segnali di allarme ignorati e il fatto che la struttura di pagamento utilizzata abbia contribuito a mascherare l’effettiva esposizione creditizia nei confronti di VTB. Tra gli elementi attenuanti figurano invece la cooperazione fornita durante l’indagine, il rafforzamento del programma di compliance sanzionatoria e l’assenza di precedenti sanzioni OFAC negli ultimi cinque anni.

Operazioni indirette ed elusione delle sanzioni: i principi ribaditi da OFAC

L’OFAC ha utilizzato il caso per ribadire alcuni principi fondamentali.

 

Le operazioni indirette sono soggette agli stessi divieti delle operazioni dirette. Il fatto che una transazione venga effettuata attraverso un intermediario non rende lecita un’attività che sarebbe vietata se svolta direttamente. Ciò vale sia per i programmi sanzionatori che vietano in modo ampio rapporti con soggetti sanzionati, sia per quelli che limitano specifiche categorie di operazioni, come nel caso delle restrizioni sul debito.

 

Secondo l’ OFAC le operazioni indirette rischiano di configurare condotte di elusione o aggiramento delle sanzioni piuttosto che strumenti di conformità. Le persone statunitensi non possono strutturare le proprie operazioni in modo che un’altra parte agisca per loro conto nei confronti di un soggetto sanzionato.

 

Il caso evidenzia inoltre che le imprese devono prestare particolare attenzione anche quando interagiscono con soggetti sottoposti a misure meno restrittive rispetto al blocco totale dei beni.

 

Sebbene alcune operazioni possano essere consentite con soggetti SSI, è necessario verificare attentamente che ogni attività e ogni transazione correlata non violino le restrizioni OFAC.

Implicazioni operative per imprese e istituti finanziari

Quando si valutano i rischi sanzionatori, da ultimo, le imprese devono considerare con attenzione la realtà economica e pratica delle operazioni proposte.

 

OFAC raccomanda l’adozione di controlli adeguati a evitare strutture che:

 

  • creino soltanto un’apparenza di conformità;

 

  • possano involontariamente generare condotte vietate.

 

Il caso FTI conferma che i programmi sanzionatori statunitensi richiedono un approccio sostanziale e non meramente formale alla compliance. La presenza di intermediari contrattuali o di strutture di pagamento complesse non esclude il rischio di violazioni qualora il beneficiario economico finale dell’operazione sia un soggetto sottoposto a restrizioni.

 

Per le imprese e gli istituti finanziari, il provvedimento evidenzia l’importanza di valutare non solo la controparte contrattuale diretta, ma anche i flussi finanziari sottostanti, l’effettiva allocazione del rischio economico e i possibili benefici indiretti a favore di soggetti sanzionati. In tale contesto, adeguati processi di due diligence, controlli contrattuali e monitoraggio delle operazioni rappresentano strumenti essenziali per prevenire rischi di compliance.