La procedura
Facendo seguito all’avvio della procedura di infrazione nei confronti della Francia con riferimento al logo “Triman” e ai successivi sviluppi, di cui abbiamo parlato nella nostra precedente news, si segnala un importante aggiornamento sul caso.
L’11 maggio 2026 è stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il ricorso depositato il 26 marzo 2026 dalla Commissione europea contro la Francia dinanzi alla Corte di Giustizia dell’UE (causa C‑249/26).
Il contenuto del ricorso
Nel ricorso, la Commissione europea contesta in particolare l’obbligatorietà – salvo limitate eccezioni – dell’apposizione del logo Triman e delle relative istruzioni di smaltimento su diverse categorie di prodotti destinati alle famiglie.
Secondo la Commissione, tale obbligo costituirebbe una misura nazionale idonea a creare una restrizione alla libera circolazione delle merci, in potenziale violazione dell’articolo 34 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
Inoltre, viene contestato alla Francia il mancato rispetto degli obblighi di notifica previsti dalla Direttiva (UE) 2015/1535, che impone agli Stati membri di notificare preventivamente alla Commissione i progetti di regolamentazione tecnica prima della loro adozione.
Il ricorso riprende, di fatto, le criticità già evidenziate nella fase amministrativa della procedura di infrazione.
Alla luce di tali elementi, la Commissione chiede alla Corte di Giustizia di accertare le violazioni contestate e di condannare la Francia anche al pagamento delle spese processuali.
Prossimi step
Il procedimento è ora formalmente avviato davanti alla Corte di Giustizia e il caso dovrà essere discusso nel merito prima che venga emessa una sentenza definitiva.
ZPC continuerà a monitorare l’evoluzione della causa e vi terrà aggiornati sui prossimi sviluppi.