UIF: nuove indicazioni su sanzioni UE e obblighi antiriciclaggio dopo il D.Lgs. 211/2025

8 Maggio 2026

Introduzione

La UIF, con la Comunicazione del 7 maggio 2026, richiama banche, intermediari e professionisti ai nuovi obblighi derivanti dal d.lgs. 211/2025, che introduce nuovi reati legati alla violazione delle sanzioni UE e rafforza gli adempimenti antiriciclaggio.

Il provvedimento pone particolare attenzione ai rischi di elusione tramite strutture societarie opache, operazioni transnazionali e strumenti digitali, imponendo controlli AML e sanctions compliance sempre più rigorosi.

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I nuovi reati in materia di sanzioni UE

Con la Comunicazione del 7 maggio 2026, la UIF-Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia richiama l’attenzione di banche, intermediari finanziari, professionisti e altri soggetti obbligati sui nuovi rischi e obblighi derivanti dal recepimento della Direttiva (UE) 2024/1226 tramite il d.lgs. 211/2025.

 

La UIF evidenzia che la violazione o l’elusione delle misure restrittive UE assume ora rilevanza penale, con l’introduzione di nuovi reati relativi:

 

  • alla violazione o elusione delle sanzioni;

 

  • alla mancata comunicazione di informazioni sui beni congelati;

 

  • alla violazione delle condizioni autorizzative;

 

  • alla violazione colposa delle misure restrittive.

Obblighi

Particolare attenzione viene posta sugli obblighi di congelamento dei fondi, sui divieti di messa a disposizione di risorse economiche e sugli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa sanzionatoria UE e dal d.lgs. 109/2007.

 

La UIF chiarisce inoltre che i nuovi reati costituiscono presupposto per l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette (SOS) ai sensi della normativa antiriciclaggio. La mera omonimia con soggetti designati non è sufficiente per effettuare una SOS, ma devono emergere elementi soggettivi e oggettivi adeguatamente circostanziati.

Gli schemi operativi considerati a rischio

Tra gli schemi operativi considerati a rischio vengono richiamati:

 

  • strutture societarie opache e catene partecipative transnazionali;

 

  • triangolazioni di fondi tramite Paesi non allineati ai regimi sanzionatori;

 

  • utilizzo di cripto-attività, conti di corrispondenza e vIBAN;

 

  • uso di VPN per occultare la localizzazione dei soggetti;

 

  • raccolte fondi e donazioni verso aree di conflitto;

 

  • operazioni commerciali su beni dual use, prodotti petroliferi, siderurgici e beni di lusso.

Il rafforzamento dei controlli

La Comunicazione conferma il rafforzamento dell’approccio repressivo e preventivo in materia di sanzioni internazionali, imponendo ai soggetti obbligati un presidio sempre più rigoroso dei controlli AML e sanctions compliance, con particolare attenzione all’individuazione tempestiva di schemi di elusione e operatività transnazionali a rischio.

 

Gli esperti di ZPC sono a disposizione per richieste di approfondimento o operative in merito ai programmi sanzionatori dell’Unione europea, statunitensi e di altre giurisdizioni.