La relazione
Il 25 giugno 2026 la Commissione europea ha pubblicato la Relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione del Regolamento (UE) 2021/821, che istituisce il regime dell’Unione per il controllo delle esportazioni, dell’intermediazione, dell’assistenza tecnica, del transito e del trasferimento di prodotti a duplice uso. Il documento fornisce i dati aggregati relativi all’anno di riferimento 2024 e illustra le principali iniziative svolte dalla Commissione e dagli Stati membri nell’ambito del Gruppo di coordinamento sul duplice uso (DUCG).
I dati pubblicati dalla Commissione
Nel 2024 il valore totale dell’esportazione di prodotti a duplice uso autorizzato dalle autorità degli Stati membri ha raggiunto 77,6 miliardi di euro, pari al 3% delle esportazioni extra-UE, in crescita rispetto ai 71 miliardi di euro del 2023. In termini di volume, il dato corrisponde a 133.470 autorizzazioni e notifiche. Le autorizzazioni generali dell’UE costituiscono la tipologia più utilizzata in termini numerici (89.388), seguite dalle autorizzazioni generali nazionali (23.406) e dalle autorizzazioni individuali (18.549). Sotto il profilo del valore, il primato spetta invece alle autorizzazioni globali individuali (36,5 miliardi di euro, 47% del totale), seguite dalle autorizzazioni individuali (24 miliardi di euro, 31%) e dalle autorizzazioni generali UE (9 miliardi di euro, 12%).
Tra le tipologie di prodotti con il valore più elevato esportati sulla base di autorizzazioni individuali, si trovano gli impianti e attrezzature nucleari (36%), i prodotti per la sicurezza delle informazioni e la crittoanalisi (20%), e i motori aerospaziali e le turbine a gas (13%). Si tratta di settori in cui le imprese europee, incluse quelle italiane, sono particolarmente attive, sia come produttori di prodotti finiti sia come fornitori di componentistica e tecnologia.
Per le destinazioni delle autorizzazioni individuali, la Cina si conferma al primo posto (36%), seguita da Stati Uniti (10%), Corea del Sud (10%), Regno Unito (5%), e India (4%).
I prodotti di cyber-sorveglianza
La Commissione dedica particolare attenzione ai prodotti di cyber-sorveglianza, in linea con l’impegno dell’UE a prevenire l’uso di tali strumenti per la repressione interna o per violazioni dei diritti umani.
Nel 2024 gli Stati membri hanno ricevuto 320 domande di autorizzazione, in larga parte riferite a sistemi di intercettazione delle telecomunicazioni (233 domande), con 293 autorizzazioni concesse e 13 dinieghi nel medesimo periodo. Si tratta di un ambito su cui la Commissione ha pubblicato, il 16 ottobre 2024, specifiche linee guida destinate agli esportatori in attuazione dell’articolo 5 del Regolamento.
Dinieghi, infrazioni e sanzioni
Nel 2024 sono stati registrati 487 dinieghi per un valore di 0,2 miliardi di euro, pari allo 0,01% del valore totale delle esportazioni extra-UE. Un dato contenuto, ma che conferma quanto possa essere incisivo il sistema dei controlli quando emergono criticità sotto il profilo della sicurezza o della politica estera.
Più rilevante è l’aumento delle infrazioni rilevate dagli Stati membri, salite da 192 nel 2023 a 270 nel 2024, con un corrispondente incremento delle sanzioni amministrative e penali imposte (da 122 a 144).
Perché questi dati interessano le imprese
I numeri pubblicati dalla Commissione confermano che il duplice uso resta un’area di crescente rilevanza per le imprese che operano, tra gli altri, nei settori dell’elettronica, dei semiconduttori, dell’aerospazio, della sicurezza informatica, della meccanica di precisione e della chimica industriale. L’aumento del valore complessivo degli scambi autorizzati, unito alla crescita del numero di infrazioni e sanzioni rilevate dagli Stati membri, è sintomo un sistema di controlli da parte delle autorità in costante consolidamento, sia sul piano normativo (aggiornamenti dell’Allegato I con nuovi prodotti dual use, nuove linee guida sui prodotti di cyber-sorveglianza, evoluzione delle misure restrittive verso la Russia) sia sul piano dell’enforcement.
Per le imprese esportatrici, ciò si traduce nella necessità di svolgere verifiche sui propri prodotti per comprendere se questi siano a duplice uso, o anche nell’adozione di programmi interni di conformità (PIC).
Gli esperti in materia di export controls di ZPC rimangono a disposizione per ogni approfondimento sulla normativa UE in materia di duplice uso e sulla tipologia di autorizzazioni disponibili per l’esportazione di prodotti dual use, oltre che per l’analisi l’oggettiva di prodotti alla luce della normativa dual use e altre restrizioni, e per la predisposizione di programmi interni di conformità.