Precisazione dell’UAMA sul nono pacchetto di sanzioni Ue verso la Russia

17 Gennaio 2023

L’UAMA, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del Ministero degli Affari Esteri, ha pubblicato una circolare in cui presenta una sintesi del nono pacchetto di sanzioni varato a dicembre dall’Unione Europea contro la Russia e riporta inoltre una precisazione in merito ad un codice doganale interessato dalle restrizioni, che poteva destare dubbi interpretativi.

Si tratta nello specifico del codice doganale 8438 10 10 (macchine ed apparecchi per la panificazione, la pasticceria e la biscotteria) citato nel Regolamento (UE) 2022/2474 del 16 dicembre 2022 che modifica il Regolamento (UE) 833/2014 segnatamente l’introduzione del par. 5 bis dell’art. 3 duodecies. La modifica riporta che per i prodotti che rientrano in quel codice doganale e in altri (8417 20 e 8419 81 80) le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare l’esportazione verso la Russia, dopo aver accertato che tali beni sono “necessari per l’uso personale o domestico da parte delle persone fisiche”.

Il dubbio interpretativo sulla presenza o meno di restrizioni verso tale tipologia di prodotto nasce dal fatto che l’allegato XXIII del Reg. (UE) 833/2014, ovvero l’elenco dei beni atti a contribuire al rafforzamento delle capacità industriali russe e per cui è vietato l’export verso la Russia, e l’allegato VIII del Reg. (UE) 2022/2474 che ha sostituito l’allegato XXIII, non riportano il codice doganale indicato. Un’ulteriore problematica riguarda se i prodotti riferiti a tale codice doganale possano essere considerati per “uso personale o domestico” (caratteristica richiesta per l’autorizzazione all’export), dato che si tratta di macchine per la preparazione o la fabbricazione industriale di alimenti o di bevande.

Rispetto a tali questioni, l’UAMA ha sottolineato che l’esportazione verso la Russia di beni di cui al codice doganale 8438 10 10 non è ad oggi vietata e che le autorità europee apporteranno correzioni al refuso alla prima occasione utile.

Nei giorni scorsi ZPC aveva richiesto all’autorità UAMA un chiarimento sul tema, avendo rilevato una incongruenza all’interno del provvedimento sanzionatorio Ue che poteva generare problemi interpretativi per le aziende interessate.

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