Nuovo Codice Doganale UE: pubblicato il Regolamento (UE) 2026/2108

21 Settembre 2026

Introduzione

Il 19 settembre 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il Reg. (UE) 2026/2108, che istituisce il nuovo Codice doganale dell'Unione e la nuova Autorità doganale dell'Unione europea, sostituendo l'attuale quadro normativo fondato sul Reg. (UE) n. 952/2013.

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La riforma

Si tratta di una riforma strutturale del sistema doganale europeo, destinata a modificare progressivamente il modo in cui operatori economici e autorità doganali gestiscono dati, formalità e controlli.

Il nuovo modello si basa su tre elementi centrali: digitalizzazione e centralizzazione dei dati doganali, rafforzamento della gestione del rischio e maggiore coordinamento a livello unionale.

L’attuazione sarà però graduale. Il nuovo Codice entra in vigore nel 2026, trova applicazione generale dal 2027 e prevede una transizione progressiva verso il nuovo sistema digitale fino al 2034.

Entrata in vigore e calendario di applicazione

Il Reg. (UE) 2026/2108 è entrato in vigore il 20 settembre 2026, il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE. La sua applicazione generale è invece prevista dal 21 settembre 2027.

Il Regolamento dispone inoltre l’abrogazione del Reg. (UE) n. 952/2013, prevedendo al contempo specifiche misure di continuità. Gli atti delegati e di esecuzione adottati sulla base dell’attuale Codice continueranno infatti ad applicarsi fino alla loro sostituzione con i nuovi atti adottati ai sensi del Regolamento (UE) 2026/2108.

La riforma non determina quindi un passaggio immediato da un sistema all’altro, ma introduce una transizione normativa e tecnologica articolata su più fasi.

Le principali date da tenere presenti sono:

  • 20 settembre 2026: entrata in vigore del nuovo Regolamento e applicazione delle prime disposizioni;
  • 21 settembre 2027: applicazione generale del nuovo Codice;
  • 1° luglio 2028: prima fase di utilizzo del nuovo Centro doganale digitale per specifici flussi legati alle vendite a distanza e al regime IOSS;
  • 1° marzo 2031: possibilità, per la generalità degli operatori, di utilizzare il nuovo sistema basato sulla messa a disposizione dei dati;
  • 1° marzo 2034: utilizzo del Centro doganale digitale come modalità ordinaria per la gestione delle informazioni relative ai regimi doganali.

Le disposizioni applicabili già dal 2026

Sebbene la maggior parte delle nuove disposizioni trovi applicazione dal settembre 2027, alcune norme sono operative già dall’entrata in vigore del Regolamento.

Non si tratta ancora di una sostituzione generalizzata delle attuali procedure doganali. Le disposizioni immediatamente applicabili servono soprattutto ad avviare la nuova architettura istituzionale e digitale dell’unione doganale.

Tra le novità più rilevanti figurano la creazione del Centro doganale digitale dell’UE, l’istituzione della nuova Autorità doganale dell’UE e alcune disposizioni specifiche relative alle vendite a distanza.

EU Customs Data Hub: il cuore della nuova architettura doganale

Il Regolamento istituisce il Centro doganale digitale dell’UE – EU Customs Data Hub, una piattaforma informatica centralizzata destinata a diventare progressivamente il principale punto di scambio e trattamento dei dati doganali a livello europeo.

La logica alla base della riforma è significativa: il sistema doganale europeo si sposterà progressivamente da un modello incentrato sulla presentazione di singole dichiarazioni a un modello fondato sulla messa a disposizione e sul riutilizzo dei dati necessari alle autorità doganali.

La Commissione europea sarà responsabile dello sviluppo e della gestione iniziale del Data Hub e potrà successivamente affidarne le relative funzioni alla nuova Autorità doganale dell’UE.

Il Regolamento prevede inoltre la possibilità di avviare fasi pilota volontarie prima della piena operatività del sistema.

Nasce l'Autorità doganale dell'Unione europea

Un secondo elemento centrale della riforma è l’istituzione della Autorità doganale dell’Unione europea – EU Customs Authority, che avrà sede a Lille, in Francia.

La nuova Autorità avrà il compito di contribuire a una gestione più uniforme dell’unione doganale, supportando le amministrazioni nazionali e svolgendo funzioni in materia di sistemi informatici, gestione dei dati, analisi dei rischi, cooperazione e coordinamento delle attività doganali.

Le disposizioni relative alla sua istituzione, governance, struttura organizzativa, personale e avvio delle attività sono applicabili già dal 20 settembre 2026.

Durante la fase iniziale sarà la Commissione europea a gestire il processo di costituzione dell’Autorità fino al raggiungimento della sua piena capacità operativa.

La nuova figura del Trust & Check Trader

Il Trust & Check Trader, introdotto dal Reg. (UE) 2026/2108, rappresenta una nuova categoria di operatori economici particolarmente affidabili, basata su un rapporto di fiducia rafforzata con le autorità doganali e sulla condivisione continua dei dati attraverso il nuovo ecosistema digitale doganale dell’Unione. Lo status di Trust & Check Trader consentirà di accedere a ulteriori agevolazioni procedurali e a controlli doganali più mirati e proporzionati al profilo di rischio dell’operatore.

Questa figura si fonda su una più ampia integrazione digitale e su una trasparenza continua dei dati verso le autorità doganali, consentendo un modello di controllo preventivo e maggiormente automatizzato.

Prime disposizioni per e-commerce e vendite a distanza

Alcune disposizioni già applicabili riguardano il commercio elettronico e le vendite a distanza di merci provenienti da Paesi terzi. Il nuovo Codice introduce specifiche definizioni per questi flussi e stabilisce che, negli acquisti online, il valore in dogana deve essere determinato prendendo come riferimento la vendita a distanza. In caso di dubbi sul valore dichiarato, la dogana potrà richiedere ulteriori elementi e, se necessario, ricorrere ai metodi alternativi di valutazione previsti dal Codice.

Queste norme preparano il nuovo sistema che, dal 1° luglio 2028, vedrà gli operatori coinvolti nelle vendite a distanza tra i primi soggetti a utilizzare l’EU Customs Data Hub.

Una transizione che arriverà fino al 2034

L’applicazione generale del nuovo Codice nel settembre 2027 non coinciderà con l’immediato abbandono degli attuali sistemi e delle attuali dichiarazioni doganali. Per la generalità degli importatori, esportatori e titolari del regime di transito, la dichiarazione doganale continuerà infatti a essere utilizzata durante la fase transitoria.

Dal 1° marzo 2031 gli operatori potranno iniziare a utilizzare il nuovo modello fondato sulla comunicazione delle informazioni attraverso il Centro doganale digitale.

Dal 1° marzo 2034, invece, la messa a disposizione delle informazioni attraverso il Data Hub diventerà la modalità ordinaria prevista dal nuovo Codice.

Il passaggio sarà quindi progressivo e richiederà, nei prossimi anni, l’adozione di numerosi atti delegati e di esecuzione necessari a definire nel dettaglio le nuove procedure.

Le implicazioni per le imprese

Nel breve periodo, per la maggior parte degli operatori economici non si assisterà a un cambiamento immediato delle ordinarie modalità di gestione delle operazioni doganali. La riforma indica tuttavia con chiarezza la direzione verso cui si sta muovendo il sistema doganale europeo. Il nuovo modello sarà sempre più fondato sulla qualità, disponibilità e tracciabilità dei dati, sulla capacità delle autorità di utilizzare tali informazioni per l’analisi dei rischi e su una maggiore integrazione tra dogane e altre autorità competenti.

Per le imprese assumeranno quindi crescente importanza la qualità dei processi interni, la corretta gestione delle informazioni doganali e la capacità di garantire coerenza e affidabilità dei dati lungo l’intera catena di approvvigionamento.

La pubblicazione del Reg. (UE) 2026/2108 rappresenta pertanto il punto di partenza di una trasformazione che accompagnerà operatori e amministrazioni doganali per i prossimi anni.

ZPC continuerà a monitorare l’adozione degli atti attuativi e le successive fasi di applicazione del nuovo Codice doganale dell’Unione, approfondendone progressivamente gli impatti operativi per le imprese.