Iran: gli Stati Uniti ampliano le sanzioni a nuovi settori e soggetti

25 Agosto 2026

Introduzione

Il Dipartimento del Tesoro statunitense, a seguito di un’attività di ricostruzione delle reti commerciali utilizzate dall’Iran per finanziarsi e aggirare le sanzioni internazionali, ha introdotto nuove e significative misure restrittive nei confronti del Paese. Le azioni, riunite sotto la denominazione “Operation Economic Outcast”, hanno l’obiettivo dichiarato di limitare ulteriormente le fonti di finanziamento a disposizione dell’Iran. Le nuove misure statunitensi intervengono su quattro principali ambiti.

usa iran sanzioni_1

Ampliamento dei settori strategici soggetti a restrizioni

Gli Stati Uniti hanno ampliato l’elenco dei settori strategici dell’economia iraniana nei quali lo svolgimento di determinate attività può esporre gli operatori a sanzioni, tra cui il congelamento dei beni e restrizioni all’accesso al sistema finanziario statunitense e all’utilizzo del dollaro.

Particolare attenzione deve essere prestata alla possibile applicazione delle cosiddette “secondary sanctions”, che possono interessare anche persone ed entità situate al di fuori della giurisdizione statunitense.

L’OFAC (Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro statunitense), autorità responsabile dell’amministrazione e dell’applicazione delle sanzioni economiche adottate dagli Stati Uniti per finalità di politica estera e sicurezza nazionale, potrà quindi applicare misure restrittive nei confronti dei soggetti che operano nei seguenti settori dell’economia iraniana:

  • Asset digitali: l’attenzione è rivolta in particolare agli operatori del settore delle criptovalute, considerate uno degli strumenti utilizzati per aggirare le sanzioni e supportare transazioni collegate al finanziamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e, più in generale, del regime iraniano.
  • Tecnologia: le nuove restrizioni mirano a limitare ulteriormente l’accesso dell’Iran a tecnologie che potrebbero essere integrate nella produzione nazionale di armamenti.
  • Oro: secondo le autorità statunitensi, l’oro viene utilizzato dal regime iraniano anche per sostenere il rial e gestire gli effetti dell’inflazione. Le nuove misure mirano quindi a colpire anche gli operatori coinvolti in questo settore e a limitare le risorse a disposizione dell’economia iraniana.
  • Aviazione: le misure sono finalizzate a limitare le operazioni con compagnie aeree formalmente commerciali che, secondo le autorità statunitensi, sarebbero controllate dal regime iraniano e utilizzate per il trasporto di armamenti e tecnologie sensibili, nonché per il trasferimento di oro e denaro a intermediari collegati all’Iran.
  • Trasporto marittimo: particolare attenzione è riservata alle attività delle petroliere iraniane utilizzate per il trasporto di petrolio, i cui proventi rappresentano una fonte di finanziamento per il regime. Le autorità statunitensi evidenziano inoltre l’utilizzo del trasporto marittimo per la movimentazione di componenti sensibili destinati ad armamenti e sistemi missilistici.

Nuove designazioni per quasi 60 entità e navi

L’OFAC ha inoltre disposto nuove designazioni che interessano quasi 60 soggetti e navi collegati, a vario titolo, ad attività di sostegno alla proliferazione di armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, ad attività informatiche dannose e alla rete petrolifera iraniana.

Tra le nuove designazioni assumono particolare rilievo quelle adottate dal Dipartimento di Stato statunitense nei confronti:

  • della rete di supporto al Ministero della Logistica della Difesa e delle Forze Armate iraniane (MODAFL), coinvolta, secondo le autorità statunitensi, nella proliferazione di missili balistici e nella ricerca nucleare;
  • di un gruppo di hacker riconducibile al Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano (MOIS);
  • di un’estesa rete di broker, società e navi appartenenti alla cosiddetta “shadow fleet”, attiva in particolare negli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Cina, Singapore, Svizzera e in Europa e utilizzata per il trasporto di petrolio iraniano.

Sospensione di alcune General Licenses

L’OFAC ha inoltre sospeso diverse General Licenses che consentivano, a determinate condizioni, alcune tipologie di rimesse verso l’Iran e l’accesso di soggetti iraniani al sistema culturale e accademico statunitense.

La sospensione restringe quindi ulteriormente il perimetro delle attività precedentemente autorizzate nei rapporti con l’Iran.

Nuove indicazioni sui rischi connessi alla navigazione nello Stretto di Hormuz

Infine, l’OFAC ha pubblicato ulteriori linee guida sui rischi sanzionatori connessi alle richieste avanzate dall’Iran nell’ambito della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Le indicazioni richiamano l’attenzione degli operatori coinvolti nel trasporto marittimo e nelle relative transazioni sulla necessità di valutare attentamente i possibili profili di rischio sanzionatorio derivanti dal rispetto di determinate richieste delle autorità iraniane.

L’impatto per le imprese

Il nuovo pacchetto di misure amplia in modo significativo il perimetro del rischio sanzionatorio connesso, anche indirettamente, all’Iran. La possibile applicazione di secondary sanctions rende il tema rilevante anche per le imprese europee e per gli operatori che non hanno una presenza diretta negli Stati Uniti.

In questo contesto, assume particolare importanza verificare non soltanto le controparti direttamente coinvolte nelle operazioni, ma anche la struttura delle transazioni, gli intermediari, gli istituti finanziari, i vettori e gli eventuali collegamenti con soggetti o settori sottoposti a restrizioni.

ZPC supporta le imprese nella valutazione del rischio sanzionatorio e nella gestione della compliance nelle operazioni internazionali, attraverso attività di screening e due diligence delle controparti, analisi delle restrizioni applicabili e verifica delle operazioni sotto il profilo delle sanzioni economiche e dell’export control.

Contattaci per approfondire l’impatto delle nuove misure sulle tue operazioni con l’Iran o con controparti potenzialmente esposte alle sanzioni statunitensi.