UE: la violazione delle misure restrittive diventa reato europeo

13 Marzo 2024

Ieri, 12 marzo 2024, con 543 voti favorevoli, 45 contrari e 27 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato il testo della direttiva, concordata con gli Stati membri, sulla criminalizzazione della violazione e dell’elusione delle sanzioni dell’UE, che introduce una definizione comune della condotta di reato e pene minime uniformi. Si attende ora l’approvazione del Consiglio. Dopo l’approvazione da parte di tale organo, la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione; gli Stati membri avranno quindi un anno di tempo per recepirla nelle relative legislazioni nazionali.

Contesto

Nell’ambito di una strategia di politica estera e di sicurezza comune, l’Unione Europea ha adottato oltre 40 regimi sanzionatori, in particolare, in tempi recenti, contro la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina. L’effettiva esecuzione delle misure restrittive dell’UE è di competenza degli Stati membri. Tuttavia, i tipi e i livelli di sanzioni negli Stati variano poiché gli ordinamenti giuridici nazionali che disciplinano la violazione delle misure restrittive dell’Unione Europea differiscono notevolmente da Stato a Stato. Attualmente, gli Stati membri non sono obbligati a configurare le violazioni dei regimi sanzionatori dell’Unione Europea come reato, pertanto possono prevedere, anche esclusivamente, delle sanzioni amministrative; questo ha portato alla nascita di un fenomeno definito “forum shopping”, cioè la possibilità accordata alle parti di una controversia giudiziaria di affidare tale controversia alla giurisdizione di uno Stato, piuttosto che ad un altro. L’espressione viene utilizzata, come in questo caso, per definire l’abuso di tale possibilità di scelta, quando la scelta si basa sul foro che si ritiene possa applicare la legge più favorevole a una delle parti.

Tale aspetto indebolisce inevitabilmente l’efficacia stessa delle normative sanzionatorie creando maggiori opportunità di elusione della normativa e rischiando di compromettere gli obiettivi dell’Unione in materia di salvaguardia della pace e della sicurezza internazionali e di difesa dei valori comuni a tutela dei quali le stesse sono adottate.

Per questo, al fine di limitare l’elusione delle misure restrittive e rafforzarne l’applicazione, il 5 dicembre 2022 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione, i cui negoziati si sono conclusi nel dicembre 2023.

La nuova direttiva stabilisce definizioni comuni per le violazioni, tra cui il mancato congelamento dei fondi, il mancato rispetto dei divieti di viaggio o degli embarghi sulle armi, il trasferimento di fondi a persone soggette a sanzioni o lo svolgimento di affari con enti statali di Paesi soggetti a sanzioni. Anche la fornitura di servizi finanziari o di consulenza legale in violazione delle sanzioni diventerà un reato punibile. Viene inoltre stabilito il concetto di “elusione delle sanzioni” e garantita la punibilità di questo reato. Tra gli esempi di elusione riportati, l’occultamento o il trasferimento di fondi che dovrebbero essere congelati, l’occultamento della vera titolarità di una “property” e la mancata comunicazione delle informazioni necessarie. Viene inoltre specificato che l’assistenza umanitaria o il sostegno ai bisogni umani fondamentali non dovrebbero essere considerati violazioni delle sanzioni.

Sanzioni più severe per le violazioni

La direttiva garantisce la configurazione uniforme della violazione e dell’elusione delle sanzioni quali reati passibili di pene detentive fino a un massimo di almeno cinque anni in tutti gli Stati membri e prevede l’estensione della responsabilità anche alle persone giuridiche nel caso in cui le violazioni siano poste in essere nel loro interesse o a loro vantaggio (per l’Italia questo significherà includere tali reati nel catalogo dei reati rilevanti ai fini dell’applicazione del D.Lgs. 231/01).

ZPC fornirà ulteriori aggiornamenti in seguito all’approvazione da parte del Consiglio e alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE

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