Il rapporto CFHK e i flussi commerciali analizzati
Il 18 febbraio 2026 la Committee for Freedom in Hong Kong Foundation (CFHK) ha pubblicato il rapporto “Bypassing the Blockade: How Hong Kong Feeds European Technology into Russia’s War in Ukraine”, dedicato all’analisi dei flussi di riesportazione di tecnologia europea verso la Federazione Russa successivamente all’introduzione delle misure restrittive connesse al conflitto in Ucraina.
Secondo lo studio, tra febbraio 2022 e febbraio 2024 sarebbero state registrate spedizioni per circa 226 milioni di dollari di componenti tecnologici europei ad alta priorità, transitati attraverso Hong Kong e successivamente diretti verso la Russia.
Metodologia e basi informative
L’indagine si fonda su:
- analisi di dati doganali relativi a operazioni di esportazione e riesportazione;
- verifiche forensi su componenti recuperati sul campo di battaglia in Ucraina;
- ricerche open source su catene societarie, operatori commerciali e strutture interposte.
Dal rapporto emerge l’utilizzo massiccio di società di trading e veicoli societari intermedi, con l’obiettivo di schermare i reali destinatari finali, evidenziando così criticità nella tracciabilità dell’end-user e dell’end-use di molti prodotti.
Profili di rischio nei sistemi sanzionatori ed export control
Lo studio sottolinea come l’attuale assetto dei regimi sanzionatori e dei controlli all’esportazione presenti elementi di frammentazione e disallineamento tra diverse giurisdizioni.
Tra le criticità maggiormente evidenziate troviamo:
- focalizzazione su singole entità anziché su reti societarie o soggetti collegati;
- limitata estensione dei listing a infrastrutture finanziarie e logistiche;
- insufficiente coordinamento operativo tra autorità competenti nei diversi Stati;
- carenze nei controlli sull’utilizzatore finale e sulla destinazione effettiva dei beni.
Tali aspetti assumono particolare rilievo in relazione ai beni classificabili come “ad alta priorità” secondo l’Elenco comune compilato da UE, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, o potenzialmente a duplice uso, soggetti nell’Unione Europea al Regolamento (UE) 2021/821 sull’esportazione di beni a duplice uso e alle misure restrittive adottate nei confronti della Russia.
Raccomandazioni e rafforzamento della due diligence
Il rapporto invita le autorità a:
- rafforzare il coordinamento operativo nei listing, per colpire in modo diffuso persone e società che sostengono i flussi di merci sensibili verso la Russia;
- estendere le misure restrittive a società non direttamente coinvolte ma che agiscono in supporto ai flussi verso la Russia (logistica, finanza, servizi societari);
- incrementare le risorse dedicate alle attività investigative e di enforcement;
- intensificare i requisiti di due diligence per produttori e distributori;
- sottoporre a maggiore scrutinio le spedizioni verso giurisdizioni considerate ad alto rischio di elusione, come quelle maggiormente coinvolte in operazioni di triangolazione.
Secondo il report, il più importante flusso di materiale sensibile verso la Russia è proprio quello che vede le merci provenire dall’Asia, anche nel caso di merci prodotte originariamente da imprese europee. Per questo motivo, gli sforzi che devono essere compiuti da parte delle autorità europee per limitare questi flussi si devono concentrare, secondo gli autori, non tanto sulle merci che fuoriescono dalle frontiere dell’Unione, ma sulle regole imposte alle imprese europee in merito alle loro reti globali di produzione e di distribuzione.
Implicazioni per gli operatori economici dell’UE
Il rischio di violare le misure restrittive non si limita alle esportazioni dirette verso Paesi oggetto di sanzioni, ma riguarda anche il coinvolgimento, consapevole o inconsapevole, in operazioni elusive realizzate attraverso intermediari stabiliti in Paesi terzi che non sono soggetti a restrizioni, ma che successivamente riesportano i beni verso le destinazioni finali sanzionate. Come evidenziato dal report della CFHK Foundation, acquirenti formalmente stabiliti in Paesi asiatici o in altre aree non soggette a misure restrittive possono fungere da nodi intermedi di catene di approvvigionamento finalizzate a eludere le sanzioni.
Per le imprese europee attive nei mercati internazionali, a fronte dei sempre maggiori sforzi delle autorità nel contrasto all’elusione, è richiesto per questo di adottare procedure che garantiscano:
- adeguata classificazione dei prodotti (inclusa la verifica della possibile natura duale dei prodotti);
- screening sistematico delle controparti rispetto alle liste sanzionatorie;
- verifica e documentazione dell’end-user e dell’end-use;
- monitoraggio dei rischi di triangolazione e riesportazione;
- implementazione di Internal Compliance Programs (ICP) strutturati.
Anche a fronte dei recenti aggiornamenti normativi in merito ai reati connessi alla violazione delle misure restrittive dell’Unione europea, l’adozione di presidi organizzativi e procedurali adeguati rappresenta un elemento fondamentale di mitigazione del rischio di conseguenze sia penali che reputazionali per gli amministratori e per le società stesse.
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ZPC supporta le imprese nella gestione dei controlli all’esportazione e delle misure restrittive attraverso:
- analisi normativa e classificazione dei beni;
- valutazione dei rischi paese e controparte;
- strutturazione di procedure interne e modelli di Internal Compliance Program;
- assistenza nella gestione delle autorizzazioni e nella predisposizione della documentazione richiesta dalle autorità competenti.
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