Il contesto
A gennaio 2023, in linea con la strategia dell’UE per la sostenibilità delle sostanze chimiche, Danimarca, Germania, Olanda, Svezia e Norvegia (che pur non essendo stato membro UE partecipa al Forum ECHA per l’applicazione e il controllo della normativa REACH) hanno proposto tramite un dossier congiunto una restrizione universale delle PFAS, ai sensi dell’ Allegato XV del REACH, applicabile alla fabbricazione, immissione sul mercato e uso di tutte le PFAS, presenti in sostanze, miscele ed articoli.
Come da procedura, l’ECHA ha avviato una consultazione pubblica della durata di 6 mesi, durante la quale sono state ricevute oltre 5.600 commenti relative alla fattibilità tecnica, gli aspetti tecnico–prestazionali, gli usi critici per la sicurezza e la necessità di periodi di transizione differenziati.
La proposta di restrizione revisionata
In seguito alla consultazione dell’ECHA, ad agosto 2025 gli stessi proponenti hanno ritenuto di presentare una proposta revisionata, estendendo le valutazioni di settore (da 14 a 22), ed aggiungendo nuovi impieghi in deroga e soluzioni regolatorie alternative (es. divieti condizionati, esenzioni per parti di ricambio ecc.).
Questa proposta revisionata ha costituito la base tecnica per le valutazioni dei comitati scientifici dell’ECHA:
- Il Comitato per le valutazioni di rischio (RAC), che in base ai pericoli, rischi ed emissioni, ha concluso che le PFAS presentano rischi inaccettabili nel lungo periodo, data la loro persistenza e capacità di accumulo nell’ambiente e negli organismi: il parere adottato il 2 marzo 2026 ha confermato la restrizione universale come miglior strumento di gestione del rischio.
- Il Comitato per l’analisi socio‑economica (SEAC), che in base alla propria valutazione di costi, i benefici, disponibilità di alternative ed impatti socioeconomici complessivi, ha condiviso in data 10 marzo 2026 il proprio parere, che, per ragioni procedurali dell’ECHA, deve essere sottoposto ad una consultazione mirata della durata di 60 giorni, limitatamente con riferimento a:
- gli impatti socioeconomici
- la disponibilità e fattibilità di soluzioni alternative
- gli aspetti pratici e i periodi di transizione
In sintesi, la consultazione aperta dall’ECHA fino al 25 maggio 2026 rappresenta l’ultima opportunità per le imprese di esprimersi e contribuire alla decisione finale sulla proporzionalità ed effettiva attuabilità del parere SEAC, comitato con il compito di valutare se la proposta revisionata rappresenti quella più idonea a gestire i rischi, alla luce della proporzionalità dei benefici rispetto ai costi.
La definizione definitiva delle PFAS
La proposta si basa sulla definizione di PFAS elaborata dall’OCSE, che individua una specifica struttura chimica comune a tutte le molecole PFAS, ovvero: qualsiasi sostanza contenente almeno un atomo di carbonio completamente fluorurato di tipo metilico (CF₃–) o metilenico (–CF₂–), privo di legami con atomi di idrogeno, cloro, bromo o iodio.
Il parere SEAC e il settore TULAC
Per il cosiddetto settore TULAC (tessili, tessili d’arredo, pelle, abbigliamento e tappeti), il SEAC conferma la fattibilità della sostituzione delle PFAS, per abbigliamento di uso sia privato che professionale. Tuttavia, il SEAC prende atto che non sempre le formulazioni prive di fluoro garantiscono le medesime qualità prestazionali rispetto a quelle contenenti PFAS, soprattutto in caso di funzionalità multiple.
Tutti i dettagli della proposta di restrizione REACH per i PFAS sono disponibili sulla pagina dedicata dell’ECHA: Submitted restrictions under consideration – ECHA
Il consiglio di ZPC
Per le aziende impattate la fase attuale è cruciale per:
- mappare la presenza di PFAS in sostanze, miscele e articoli;
- valutare alternative tecniche e strategie di sostituzione;
- partecipare attivamente alla consultazione SEAC con dati solidi e settoriali.
La futura restrizione potrebbe incidere in modo trasversale su numerosi comparti industriali, rendendo la preparazione anticipata un fattore chiave di conformità e competitività nel mercato europeo.
ZPC è a disposizione delle aziende per approfondimenti in materia di restrizioni PFAS, sulla base della propria esperienza e competenza in ambito di conformità regolatoria.