La Plastic Tax
La Plastic Tax italiana, ossia l’imposta sui manufatti in plastica con singolo impiego (“MACSI”), è stata introdotta con la Legge n. 160/2019 (Legge di bilancio 2020). Diversa dalle altre forme di Plastic Tax attualmente in vigore o in discussione nei vari Stati membri dell’UE, trae origine in parte nella Direttiva (UE) 2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti monouso di plastica sull’ambiente (Direttiva SUP), che impattava in particolar modo gli articoli usa e getta del settore HORECA, e in parte sulla Strategia UE per la plastica.
L’impianto normativo della tassa resta tuttavia invariato: il rinvio disposto dalla Legge di Bilancio 2026 rappresenta infatti una mera proroga temporale, in linea con i precedenti slittamenti al 2023, 2024 e 2026. Solo nel maggio 2024, infatti, l’entrata in vigore era fissata al 1° luglio 2026, ora nuovamente posticipata al 1° gennaio 2027.
I punti-chiave della Plastic Tax italiana
Di seguito gli aspetti principali, a titolo di promemoria:
- Ambito di applicazione: prodotti monouso in plastica destinati a contenere, proteggere, manipolare, consegnare o presentare beni alla vendita, composti interamente o parzialmente di polimeri sintetici organici, quali per esempio, film plastici per la protezione di imballi multipli, polybags, articoli in polistirolo, etichette, ecc., dalle materie prime ai prodotti finiti.
- Soggetto responsabile: il fabbricante, importatore, acquirente intra-comunitario con stabile organizzazione in Italia; rivenditori e-commerce B2C senza stabile organizzazione in Italia.
- Aliquota: 0,45 € / kg.
- Applicazione: immissione in consumo (uscita dallo stabilimento di produzione o superamento della linea doganale).
- Obblighi di rendicontazione: trimestrale, all’autorità doganale.
- Esenzioni: plastica riciclata e plastica compostabile, compresi i componenti incorporati in MACSI non esenti.
ZPC rimane a disposizione per eventuali aggiornamenti e approfondimenti.