Passaporto digitale di prodotto: l’UE chiede l’opinione dei produttori di articoli tessili

14 Febbraio 2024

Si segnala una importante iniziativa a cui i produttori di articoli tessili sono invitati a partecipare, direttamente o tramite ZPC.

Nel contesto della proposta di Regolamento sull’Ecodesign, il Parlamento UE ha commissionato al Panel for the Future of Science and Technology (STOA) uno studio sul passaporto digitale di prodotto (DPP) per il settore tessile. Gli esperti hanno messo a punto un modello volto a garantire la condivisione delle informazioni, nonché la tracciabilità e la circolarità dei prodotti durante il ciclo di vita. Ora si rivolgono ai portatori di interesse, invitandoli a valutare l’importanza delle diverse categorie di informazione identificate, rispondendo a dieci domande formulate in un questionario online.

La partecipazione è aperta fino al 16 febbraio 2024. I risultati dello studio verranno presentati al Parlamento il 14 marzo 2024.

Di seguito la sintesi delle domande sulle categorie di informazione che dovrebbero o meno essere incluse nel DPP.

  1. Processi di produzione: identificatore di prodotto, tecnologia (es. codice QR, NFC), componenti tracciati (materia prima, accessori, ecc.), materiali di composizione, processi di lavorazione, peso/quantità, fabbricanti (tiers 1-4), localizzazione, data delle lavorazioni.
  2. Prodotto finito: identificatore di prodotto, tecnologia (es. codice QR, NFC), descrizione del prodotto, colore, composizione, taglia/dimensione, peso, quantità, parametri prestazionali, costi (dei materiali e componenti, processi di lavorazione, trasporto, prezzo di vendita di seconda mano), imballaggi (percentuale di materiale riciclato, riutilizzabilità, riciclabilità), strategia di circolarità (manutenzione, noleggio, riparazione, riutilizzo, riciclo ecc.), nome del brand o del rivenditore, data di consegna.
  3. Valutazioni: qualità, impatto ambientale, impatto sociale, impatto sulla salute, impatto sugli animali, audit, certificazioni, enti di certificazione, date delle valutazioni.
  4. Trasporto: mezzo (su strada, via mare ecc.), distanza (per i singoli componenti), soggetto che effettua il trasporto, date del trasporto.
  5. Distribuzione: negozio fisico, online, di seconda mano, distributore, localizzazione, date di acquisto o consegna.
  6. Utilizzo del prodotto: tipologia di utilizzo, identificazione del consumatore, servizi post-vendita (manutenzione, riparazione, lavaggio professionale, upcycling), operatori dei servizi post-vendita, localizzazione, date dei servizi.
  7. Fine vita (raccolta/cernita): identificatore di prodotto, tecnologia (es. codice QR, NFC), processi (manuale, automatizzato, lavaggio, controllo qualità), prodotto in ingresso (tipo di deposito, qualità, brand), prodotto in uscita (riutilizzo, seconda mano, riciclo, combustibile), operatore di riciclo, localizzazione (delle operazioni e del riutilizzo), date delle operazioni.
  8. Fine vita (riciclo): processi (manuale, automatizzato, lavaggio, controllo qualità), operatore di riciclo, localizzazione, quantità di prodotto riciclato, composizione del prodotto riciclato, date delle operazioni.

Le ultime due domande del questionario danno l’opportunità di fornire un feedback più generale:

  1. Come può contribuire il DPP all’implementazione dei sistemi di EPR? Come si possono incentivare i produttori a fornire informazioni sulla sostenibilità dei prodotti attraverso l’EPR? Come può contribuire il DPP alla produzione di articoli di abbigliamento sostenibili? Come si può misurare la sostenibilità di articoli di abbigliamento fabbricati fuori dall’UE?
  2. Quali categorie di informazioni mancano nel modello proposto di DPP?

ZPC rimane a disposizione per ulteriori approfondimenti.

 

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