Nuovo Regolamento UE 2026/405 su detergenti e tensioattivi: più sostenibilità, digitalizzazione e responsabilità per le imprese

9 Aprile 2026

Introduzione

L’Unione Europea ha introdotto il Regolamento (UE) 2026/405, che rivoluziona il quadro normativo sui detergenti dopo oltre 20 anni. Le nuove regole puntano su sostenibilità, tracciabilità digitale e maggiore responsabilità lungo tutta la filiera.

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Un aggiornamento normativo atteso da oltre 20 anni

Con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2026/405, l’UE ha sostituito il precedente Regolamento (CE) n. 648/2004, introducendo una revisione profonda del settore detergenti e tensioattivi. Si tratta del più significativo aggiornamento normativo degli ultimi due decenni, pensato per allineare il settore alle nuove sfide ambientali, tecnologiche e di mercato.

 

L’entrata in vigore è fissata per il 2026, mentre l’applicazione obbligatoria scatterà dal 23 settembre 2029, lasciando alle aziende un periodo di transizione per adeguarsi.

Le principali novità del Regolamento

Estensione del campo di applicazione

 

Il nuovo regolamento amplia la definizione di “detergente”, includendo prodotti innovativi come quelli contenenti microrganismi o soluzioni ibride utilizzate nel processo di pulizia. Questo aggiornamento consente di regolamentare nuovi segmenti di mercato che fino ad oggi non erano pienamente coperti.

 

Requisiti ambientali più stringenti

 

Uno degli elementi centrali è il rafforzamento dei criteri di biodegradabilità, che vengono estesi anche a film polimerici e ad altre sostanze organiche. Il regolamento prevede inoltre l’introduzione graduale di nuovi standard fino al 2034, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

 

Digital Product Passport (DPP): la svolta digitale

 

Tra le innovazioni più rilevanti emerge il Digital Product Passport (DPP), un sistema digitale che raccoglie tutte le informazioni del prodotto, dagli ingredienti agli aspetti di sicurezza fino alla tracciabilità.

 

Accessibile tramite QR code, il DPP diventerà un elemento obbligatorio per la commercializzazione e contribuirà a migliorare la trasparenza verso i consumatori, facilitare i controlli da parte delle autorità e ottimizzare la gestione delle informazioni lungo la supply chain.

 

Nuove regole di etichettatura e compliance

 

Il regolamento introduce un modello “ibrido” di etichettatura: le informazioni essenziali continueranno a essere presenti sull’etichetta fisica, mentre i dati completi saranno disponibili in formato digitale.

 

Parallelamente, viene definito un sistema di conformità più rigoroso basato su tre elementi chiave:

 

  • il fascicolo tecnico obbligatorio;

 

  • la dichiarazione di conformità (DoC);

 

  • la responsabilità diretta del produttore, anche attraverso il DPP.

Impatti per le aziende

Adeguamento tecnico e formulativo

 

Le aziende dovranno intervenire in modo significativo su prodotti e processi, rivedendo le formulazioni – in particolare per quanto riguarda biodegradabilità e utilizzo di microrganismi – oltre a materie prime, componenti e protocolli di test e valutazione della sicurezza.

 

Trasformazione digitale dei processi

 

L’introduzione del DPP richiede lo sviluppo di nuovi sistemi informativi in grado di gestire i dati di prodotto, garantire la tracciabilità e integrarsi con il packaging tramite QR code. Si tratta di un cambiamento strutturale che va ben oltre la semplice gestione documentale.

 

Maggiore complessità della compliance

 

Il passaggio da un modello “reattivo” a uno “proattivo” comporta una gestione continua e strutturata della conformità. Le aziende dovranno assicurare la creazione e l’aggiornamento costante del fascicolo tecnico, gestire la dichiarazione di conformità e mantenere sotto controllo l’intera supply chain.

Come prepararsi all'applicazione

Il periodo transitorio non deve trarre in inganno: l’adeguamento richiede tempo, soprattutto per gli aspetti digitali e di ricerca e sviluppo. È quindi fondamentale avviare fin da subito un percorso strutturato che includa l’analisi del gap normativo, la pianificazione degli interventi su prodotti e processi e l’implementazione di strumenti digitali per la gestione del DPP.

Il supporto di ZPC

Il Regolamento (UE) 2026/405 rappresenta un cambio di paradigma: da una compliance “formale” a una gestione integrata, digitale e sostenibile del prodotto.

 

ZPC supporta le aziende in questo percorso, offrendo consulenza regolatoria, adeguamento tecnico-documentale e sviluppo di soluzioni per la gestione del Digital Product Passport e della conformità lungo tutta la filiera.