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Il primo report delle sanzioni UK nel post Brexit

17 Novembre 2021

L’Office of Financial Sanctions Implementation (OFSI), autorità del Tesoro britannico (HM Treasury) responsabile dell’attuazione delle sanzioni finanziarie nel Regno Unito, ha recentemente pubblicato un report sulla propria attività tra aprile 2020 e marzo 2021.

Si tratta del periodo a cavallo tra la fine della fase transitoria della Brexit e l’entrata in vigore del nuovo regime sanzionatorio autonomo britannico. Con l’uscita dall’Unione Europea, infatti, il Regno Unito ha definito un proprio regime sanzionatorio con il potere di attuare sanzioni, che va ad aggiungersi a quello UE, USA e ONU.

Aumento delle designazioni, licenze e frozen assets

Tra i dati più significativi del report, emerge l’incremento delle designazioni ai sensi della normativa UK. ll numero di nuove persone designate è aumentato di +530% rispetto al 2019/20. Dei 278 listing, 119 (il 43%) sono state effettuati nell’ambito del regime autonomo del Regno Unito, mentre il resto in quello UE (prima del 31 dicembre 2020) o delle Nazioni Unite (che il Regno Unito continua ad applicare dopo la Brexit).

Il governo UK ha inoltre apportato modifiche al regime delle licenze, introducendo deroghe nei confronti di soggetti non designati dall’ONU. Ad esempio, per un soggetto è possibile sbloccare i propri beni qualora sussista la motivazione di “extraordinary situation”, oppure coloro che richiedono licenze per poter mantenere fondi congelati o impiegarli per il pagamento di spese legali sono tenuti a dimostrare che tali spese sono “reasonable”.

Per quanto riguarda i “frozen assets”, nell’ultimo anno non ci sono stati cambiamenti sostanziali nel volume di fondi congelati detenuti nel Regno Unito. A settembre 2020, le istituzioni UK detenevano poco più di 12,2 miliardi di sterline, circa 300 milioni in meno rispetto all’anno precedente, di cui ben 11,5 miliardi di beni libici.

Trend sanzionatori

Storicamente, il maggior numero di segnalazioni di violazioni delle sanzioni inviate all’OFSI deriva dal settore finanziario. Dal report emerge l’aumento di segnalazioni anche da altri settori – legale, di beneficenza, assicurativo, media, servizi professionali, immobiliare, telecomunicazioni e viaggi – a testimonianza dell’impegno dell’autorità del Regno Unito nel sensibilizzare altri comparti economici sui temi della compliance. Inoltre, si è verificato un aumento delle segnalazioni da parte di organismi governativi nazionali e internazionali.

L’obiettivo dell’OFSI per i prossimi mesi è quello di continuare ad aumentare la consapevolezza dell’autonomia del regime sanzionatorio del Regno Unito. Le imprese devono prepararsi ad un’ulteriore espansione del regime sanzionatorio UK, che probabilmente diventerà sempre più diverso da quello dell’UE.

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