Contesto
Come anticipato nel Clean Industrial Deal, la Commissione europea intende adottare nel 2026 il Circular Economy Act, un provvedimento strategico per accelerare la transizione ecologica nel mercato unico. L’obiettivo è favorire la libera circolazione di prodotti circolari, materie prime seconde e rifiuti, incrementando da un lato l’offerta di materiali riciclati di alta qualità e dall’altro la domanda di feedstock e prodotti circolari.
In questo contesto, la Commissione ha avviato un’indagine rivolta alle PMI, che rappresentano il 99% delle imprese europee e costituiscono il cuore dell’innovazione e dell’imprenditoria nell’UE, per raccogliere feedback su alcuni temi chiave legati all’economia circolare.
Sistemi EPR: armonizzazione e digitalizzazione
I sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) sono oggetto di una valutazione finalizzata ad armonizzazione, semplificazione, digitalizzazione ed eventuale estensione ad altre categorie di prodotto, considerando che i sistemi attuali possono rappresentare un ostacolo alla libera circolazione nel mercato unico.
Tra le misure proposte per facilitare il rispetto delle regole EPR figurano:
- rendicontazione semplificata;
- periodi di transizione più lunghi;
- compensazione dei costi per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo;
- rimborso dei costi legati alla gestione amministrativa;
- linee guida chiare in tutte le lingue ufficiali;
- helpdesk con risposte tempestive;
- formati standard compatibili con i sistemi interni delle PMI;
- servizi di supporto o consulenza a costi accessibili;
- strumenti digitali integrati per l’inserimento automatico dei dati;
- materiali di formazione;
- riduzione dei costi grazie a un portale unico centralizzato;
- misure di vigilanza e sanzione per i marketplace.
RAEE: oneri e possibili semplificazioni
L’indagine chiede alle imprese di valutare il peso degli oneri connessi a:
- registrazione e rendicontazione;
- partecipazione ai sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR);
- trasporto e logistica;
- trattamento e preparazione per il riuso;
- concorrenza sleale;
- requisiti di marcatura e informazione al consumatore.
Viene inoltre richiesto di stimare quanto potrebbero ridursi gli oneri amministrativi o finanziari grazie a specifiche misure legislative, tra cui:
- un registro RAEE centralizzato e armonizzato;
- categorie più dettagliate per la rendicontazione;
- vigilanza e sanzioni per i marketplace;
- standard minimi di trattamento;
- regole più chiare e armonizzate per i sistemi di raccolta;
- metodi di calcolo più chiari per gli obiettivi di recupero e riciclo;
- benefici della certificazione secondo le norme della serie EN 50625.
Circolarità degli appalti pubblici (CPP)
Un altro focus dell’indagine riguarda la circolarità negli appalti pubblici, con particolare attenzione agli impatti sui costi per le PMI derivanti dall’implementazione di requisiti quali:
- obbligo di Ecolabel o certificazioni equivalenti;
- contenuto minimo di materiale riciclato;
- contenuto minimo biobased;
- contenuto minimo riutilizzato, riparato o rifabbricato;
- modelli di business “prodotto come servizio”;
- design orientato al riutilizzo e al riciclo;
- ritiro o riciclo a fine vita;
- servizi di riparazione e disponibilità di pezzi di ricambio;
- garanzia prolungata.
Sottoprodotti e cessazione della qualifica di rifiuto
La Commissione chiede inoltre alle imprese di esprimersi su:
- i benefici legati alla cessazione della qualifica di rifiuto;
- le differenze nei costi di trasporto tra rifiuti e materiali recuperati.
Come partecipare all’indagine
L’indagine è disponibile online sulla piattaforma EUSurvey. Le aziende interessate sono invitate a fornire il proprio contributo entro il 25 febbraio.
È possibile procedere direttamente alla compilazione del questionario per la propria impresa oppure rivolgersi ai nostri esperti, disponibili a raccogliere e trasmettere osservazioni agli organi competenti. Per informazioni e supporto: info@zpcsrl.com.