La comunicazione operativa della Commissione europea
La comunicazione, diffusa il 6 marzo 2026 dalla Direzione Generale Taxation and Customs Union (DG TAXUD), introduce elementi concreti che le imprese dovranno considerare già nel corso del 2026, in vista dei primi obblighi economici previsti dal sistema.
A differenza delle precedenti fasi normative — gestite a livello di Parlamento e Consiglio UE — questo annuncio rappresenta un intervento tecnico-operativo della Commissione europea, responsabile dell’attuazione concreta del CBAM.
Il passaggio è particolarmente rilevante perché:
- segna il passaggio dalla fase transitoria (2023–2025) alla fase economica del meccanismo;
- introduce un riferimento di prezzo ufficiale per i certificati CBAM;
- fornisce alle imprese un primo strumento per stimare l’impatto finanziario del sistema.
Come sarà determinato il prezzo dei certificati nel 2026
Secondo quanto comunicato dalla Commissione, nel corso del 2026 il prezzo dei certificati CBAM sarà definito secondo un approccio semplificato e progressivo:
- pubblicazione con frequenza trimestrale;
- calcolo basato sulla media dei prezzi di aggiudicazione delle aste del sistema EU ETS;
- allineamento diretto con il mercato europeo del carbonio.
Questa metodologia ha l’obiettivo di garantire trasparenza nella determinazione del prezzo, coerenza con il sistema ETS e prevedibilità per gli operatori nella fase iniziale.
Il calendario ufficiale delle pubblicazioni
La Commissione europea ha già definito le date per il 2026:
- 7 aprile 2026 – primo prezzo (Q1)
- 6 luglio 2026 – secondo trimestre
- 5 ottobre 2026 – terzo trimestre
- 4 gennaio 2027 – quarto trimestre
I dati saranno pubblicati sia sul sito istituzionale della Commissione sia nel registro CBAM, garantendo piena accessibilità agli operatori.
Dal 2027: verso un sistema pienamente dinamico
A partire dal 2027 il sistema evolverà ulteriormente:
- il prezzo dei certificati sarà aggiornato su base settimanale;
- il collegamento con il mercato EU ETS diventerà ancora più diretto;
- aumenterà la variabilità del costo del carbonio per gli importatori.
Questo cambiamento segna il passaggio a un modello pienamente integrato con il mercato delle emissioni europeo.
Impatti concreti per le imprese
L’introduzione del prezzo CBAM ha implicazioni dirette per le aziende importatrici: i certificati dovranno essere acquistati a partire da febbraio 2027 e copriranno le emissioni incorporate nei beni importati nel 2026.
Di conseguenza, il 2026 rappresenta un anno strategico per:
- monitorare l’andamento del prezzo del carbonio;
- stimare i costi futuri legati al CBAM;
- rivedere le strategie di sourcing e supply chain;
- integrare il rischio carbonio nella pianificazione finanziaria.
La pubblicazione del primo prezzo dei certificati CBAM rappresenta un passaggio decisivo: il meccanismo entra nella sua dimensione economica, con impatti diretti sui costi delle importazioni. Per le imprese, diventa essenziale adottare un approccio proattivo: la gestione del carbonio non è più solo un tema di compliance, ma un elemento strategico che incide su competitività, margini e scelte industriali.
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