Effetto Brexit: l’export italiano verso UK diminuisce del 38,3%

Primi effetti negativi della Brexit sull’export Made in Italy. A gennaio 2021 le esportazioni italiane verso il Regno Unito hanno registrato un drastico calo di -38,3% rispetto a gennaio 2020, come riportato dalla nota mensile dell’Istat sull’andamento del commercio estero extra UE. Ancora più netto è la diminuzione delle importazioni italiane da UK, diminuite di -70,3%.

Il crollo dei flussi commerciali tra Italia e Gran Bretagna è dovuto agli ostacoli fiscali, doganali e burocratici introdotti dalla Brexit, che ha reso il Regno Unito un paese terzo. Se è vero che l’accordo firmato tra UE e UK a fine dicembre 2020 ha definito un’area di libero scambio tra i due paesi e introdotto alcune semplificazioni doganali, è altrettanto vero che permangono diverse barriere di natura sia non tariffaria sia tariffaria.

Barriere tariffarie

Anzitutto i dazi. In base al Trade and Cooperation Agreement, a poter beneficiare degli effetti dell’area di libero scambio con dazi pari a zero sono soli i prodotti che rispettino le regole di origine preferenziale previste dall’accordo. Questa situazione, oltre a rappresentare l’eccezione e non la regola per molti prodotti, prevede regole complesse da applicare e in ogni caso degli adempimenti burocratici da parte dell’esportatore.

Al costo dei dazi si aggiungono i costi doganali che le aziende italiane devono ora sostenere, a partire dal costo di una dichiarazione doganale che va dai 40 agli 80 euro.

Barriere non tariffarie

Per quanto riguarda le barriere non tariffarie, per le imprese si tratta di dover provvedere a tutta una serie di autorizzazioni, licenze speciali, formalità e certificazioni, test di conformità e controlli, presidio degli export controls, tali da rappresentare ulteriori ostacoli alle esportazioni.

Occorre sottolineare come a seguito della Brexit UE e UK stiano adottando sistemi differenti di conformità, etichettatura e sicurezza dei prodotti, che richiedono un’attenta verifica da parte dei soggetti responsabili in fase di esportazione e di importazione al fine di prevenire sanzioni, danni reputazionali, blocchi della merce in dogana.

Cosa fare per esportare verso la Gran Bretagna?

L’export Made in Italy verso il Regno Unito vale circa 20 miliardi di euro, è quindi un mercato strategico per l’economia italiana. I prodotti maggiormente esportati riguardano i settori: agroalimentare, macchinari e apparecchiature, autoveicoli e mezzi di trasporto, abbigliamento, prodotti farmaceutici e chimici, metallurgia.

Per continuare a esportare con profitto verso la Gran Bretagna è fondamentale applicare la stessa cura con cui si affrontano i mercati esteri: conoscere tutte le norme necessarie per poter commercializzare i prodotti (procedure doganali, regole di origine preferenziale, regole di conformità, sicurezza ed etichettatura, presìdi di export control), selezionare con cura i propri importatori, limitare la propria responsabilità con i distributori e definire in modo corretto e minuzioso le clausole contrattuali, dotarsi di strumenti digitali per velocizzare i processi e ridurre rischi.

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