Industria del fashion, quali le previsioni e i trend per il 2020?

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Il 2020 del fashion system globale sarà un anno caratterizzato da apprensione e incertezza, con una previsione di rallentamento della crescita dal 3 al 4%. Le sfide da affrontare sono in particolare le nuove tecnologie digitali, la diversificazione dell’assortimento e la sostenibilità.

Sono alcuni dei focus che emergono dal report The State of Fashion 2020, realizzato da McKinsey & Company e The Business of Fashion, attraverso un sondaggio condotto su 290 dirigenti di aziende della moda a livello globale. Lo studio delinea inoltre i 10 temi chiave che detteranno l’agenda nel prossimo anno.

  1. Allarme elevato: rischio recessione, tensioni internazionali ed instabilità politica stanno spingendo le aziende a creare delle strategie di resilenza.
  1. Oltre la Cina: continuerà a giocare un ruolo di primo piano e a offrire interessanti opportunità, ma il mercato cinese si sta dimostrando difficile da decifrare. Per ridurre il rischio le aziende dovrebbero puntare ad espandersi in altri mercati ad alta crescita.
  1. Next Generation Social: per massimizzare il ritorno dell’investimento in marketing, le aziende del fashion dovranno perfezionare la loro strategia digital dal punto di vista dei contenuti e delle piattaforme nei diversi mercati.
  1. Nel vicinato: la richiesta di praticità e immediatezza da parte dei consumatori sta spingendo i rivenditori a integrare le reti esistenti con negozi più piccoli e diffusi in modo più capillare in quartieri e periferie, oltre le principali vie dello shopping.
  1. Sustainability First: le aziende del fashion dovranno attuare azioni significative in termini di sostenibilità e conformità normativa, dal punto di vista della riduzione di consumo di energia, inquinamento e sprechi.
  1. Rivoluzione dei materiali: i brand della moda stanno esplorando nuovi materiali, più sostenibili e high-tech, che offrono estetica e funzionalità. La tendenza sarà continuare nella sperimentazione di materiali innovativi per nuove fibre, tessuti e finiture.
  1. Cultura inclusiva: le aziende dovranno dare maggiore priorità al rispetto della diversità e dell’inclusione culturale, ponendo in atto azioni concrete, anche sulla base della pressione che su tali temi provengono da consumatori e dipendenti.
  1. Sfide transnazionali: grandi brand e rivenditori dovranno far fronte alla crescente concorrenza dei player asiatici, che immettono nel mercato prodotti a bassi prezzi e attraverso piattaforme di e-commerce.
  1. Fiere non convenzionali: i player fieristici dovranno rivedere il format delle manifestazioni, integrarli con eventi più focalizzati sul settore B2C e con eventi B2B innovativi per migliorare le relazioni con il pubblico tradizionale.
  1. Ricalibrazione digitale: nonostante i player della moda abbiano raggiunto un elevato livello dal punto di vista della digitalizzazione, sta crescendo la loro preoccupazione di generare margini.

Il report delinea anche le previsioni nei principali mercati di riferimento. In Nord America la fiducia  dei consumatori è in calo e le tariffe stanno influenzando l’import-export. I mercati emergenti dell’area Asia-Pacifico sono ancora relativamente forti, anche se la crescita sta rallentando. L’Europa soffre del rallentamento economico globale e dell’incertezza sulla Brexit. La crescita nei Paesi emergenti di Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa dovrebbe rimanere stabile, con alcune punte di crescita, come Brasile e la Nigeria. La regione più ottimista è l’Asia, anche se solo il 14% dei dirigenti si aspetta un miglioramento.

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